Un grazie particolare lo dobbiamo al nostro amico Gianni Caputo che ci ha fatto dono di una performance, ‘O Ciardine d”e Parole, da lui interpretata nella Sala Benito Ricciardiello Via Don Pino Puglisi,45 il 28 maggio 2022. Appassionato interprete della cosiddetta poesia dialettale prende spunto da tematiche popolari e folkloristiche; Il suo spettacolo si muove tra la poesia del ‘900 quando questa forma poetica raggiunge i requisiti propri della poesia in lingua, sia per impegno che per tipologia dei contenuti.
Quindi più che di poesia dialettale, nel XX secolo, si inizia a parlare di poesia in dialetto, poiché è la lingua l’unico elemento che differenzia questo tipo di poesia da quella classica. Gianni Caputo, attraverso i poeti del napoletani del 900, descrive stati d’animo e situazioni personali senza fermarsi a raccontare avvenimenti.
Ci presenta versi liberi ed essenziali attraverso i quali racconta vicende quotidiane percepite come familiari e dà voce anche ai più umili: inizialmente il sentimento tra uomo e donna , protagonista principale dei componimenti partenopei con una grande attenzione a nuovi tipi di sentimenti come l’amore per i figli, l’amicizia, il lavoro e soprattutto la città Napoli, descritto come piena di giardini, angoli incantati. Una poesia che descrive Napoli non tanto come l’insieme del Vesuvio, del Golfo e della città, ma piuttosto come uno stato d’animo, una condizione mentale a cui tutti gli uomini aspirano almeno una volta nella vita. Attraverso gli autori selezionati Gianni Caputo chi ha raccontano le usanze, i pregiudizi e le passioni violente e sentimentali dei napoletani. Non rinuncia alla denuncia delle condizioni di vita e di lavoro che solo attraverso la poesia ha dato voce alle sofferenza e all’ingiustizia di questo perido storico che ha afflitto il nostro Popolo. Molto positiva la risposta del pubblico che ha ricambiato con affetto ed entusiasmo al calore trasmesso della immortali opere dei nostri poeti.

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