Quando riconoscere che il proprio comportamento come genitori potrebbe essere un comportamento che danneggia lo sviluppo psicofisico del bambino, a volte anche gravemente?
Come accorgersi che frasi e comportamenti che negano al minore un ambiente appropriato e di supporto per il suo sviluppo?
Noi genitori scambiamo per esempio: Un atteggiamento timoroso da “vittima” o atteggiamento aggressivo, solo eccessi di un carattere. Vediamo in una personalità rigida e scarsa capacità di adattamento come segno di un carattere “forte”.
Quando siamo di fronte ad una continua svalutazione delle proprie azioni e pensieri e scarsa socievolezza pensiamo che il bambino ”se mette scuorne”. Mentre l’iperattività e l’adultizzazione precoce è addirittura lodata e motivo di vanto per i genitori.
Ma forse ci sbagliamo soprattutto quando le caratteristiche descritte si accompagnano ad uno stato di ansia continua, scarsa autostima, mancanza di fiducia di base in se stessi e negli altri; percezione minacciosa del mondo;tristezza, inibizione e assenza di slancio vitale.
Vale la pena riflettere invece su questi segnali che sono significativi per prevenire e minimizzare il rischio di condotte inappropriate capaci di ledere i diritti alla protezione dei bambini e al loro sviluppo psicofisico.
A chi rivolgersi
I Servizi Sociali Comunali, Consultori ASL possono svolgere possono fornire ulteriori informazioni ed elementi di valutazione.
Ma anche il Parroco o un educatore/formatore della Parrocchia, che conta anche su un supporto di psicologi e neuropsichiatri infantili, possono aiutare gli adulti a riconoscere i disagi dei propri figli e a gestire le proprie emozioni e a trovare il modo più efficace per supportare il proprio bambino.

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