Percorsi di Catechesi

Battesimo

Dopo l’incontro con il parroco per la richiesta del Battesimo, il cammino di preparazione al sacramento prevede altri tre incontri con i genitori,  affidati ai catechisti battesimali e/o dal ministro che celebrerà il battesimo.

Le date per la celebrazione del battesimo sono definite in modo da “non raccogliere” in una singola data la celebrazione di più battesimi (fino a nuovi disposizioni di sicurezza). Il sacramento celebrato singolarmente perde i tratti di una esperienza comunitaria ma purtroppo assume connotati di esperienza “privata” per la famiglia.

Che cosa significa Battesimo?

La parola è di origine greca, deriva dal verbo baptizo, immergere, tuffare. Non si tratta solo di una spruzzata di acqua sul capo, ma di un bagno vero e proprio (CCC 1214) Un po’ tutte le religioni conoscono riti di abluzione, bagni veri e propri, compiuti anche più volte nella giornata. Anche nel mondo ebraico questo avveniva, soprattutto in occasione di accostarsi al culto o al luogo divino. Era necessario essere puri, diversamente bisognava ricorrere a frequenti lavaggi. Tra i riti più famosi vi è certamente il Battesimo lungo le sponde del Giordano, compiuto da Giovanni il Battista. Egli si presentò, coperto di pelli di cammello, con una parola infuocata che invitava a una radicale penitenza: “Su di voi incombe l’ira di Dio”. Nessuno veniva risparmiato, neppure il re Erode, il quale pubblicamente venne accusato di essere adultero; cosa che poi costò al Battista prima il carcere, poi la decapitazione. Tra coloro che si facevano battezzare ci fu anche Gesù di Nazareth. Con lui si verificò una cosa straordinaria, una manifestazione di Dio. I vangeli parlano dello Spirito Santo che in forma corporea come di colomba, si posò su di lui. E la voce del Padre, dalla nube, si fece udire: “Questi è il Figlio mio prediletto nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo!” Fu quello il momento inaugurale della missione di Gesù, dichiarato nella sua identità Figlio di Dio dal Padre e consacrato nello Spirito, come Messia e Salvatore del mondo. Ma venne anche annunciata la nostra salvezza, la nostra rigenerazione. Anche noi avremmo dovuto passare attraverso l’acqua, che distrugge il peccato e fa scaturire la vita, venire consacrati nello Spirito Santo e configurati a Gesù, per camminare dietro a lui verso la casa del Padre. Dopo la Risurrezione Gesù diede agli Apostoli il comando di battezzare tutte le genti nel nome della Santissima Trinità. Nel giorno di Pentecoste lo Spirito Santo, disceso sugli Apostoli, segnò l’inizio della missione salvifica della Chiesa nel mondo.

La prassi ecclesiale

La Chiesa primitiva, in un’unica celebrazione, amministrava il Battesimo, la Cresima o Confermazione e l’Eucaristia, sacramenti chiamati dai Padri della Chiesa, misteri. Per mezzo di essi si è introdotti nella salvezza operata da Cristo. Questa è l’iniziazione cristiana. Chi chiedeva di diventare cristiano, cominciava un periodo abbastanza lungo di preparazione, che lo conduceva a ricevere i tre sacramenti ed esprimere con tutta la grazia necessaria le esigenze della vita di fede. E’ il tempo del catecumenato. S.Agostino delinea così tale itinerario:

All’inizio del catecumenato

i catecumeni, come grano riposto nel granaio, vengono macinati per un lungo periodo con digiuni, preghiere ed esorcismi, per poter giungere al fonte battesimale ed essere imbevuti di acqua, poi, cotti dal fuoco dello Spirito, diventare pane del Signore”. Esso durava anche diversi anni, ed era gestito in prima persona dal Vescovo stesso. Ai catecumeni veniva trasmessa la dottrina della fede, la conoscenza delle Scritture, e la progressiva partecipazione alla vita della Chiesa, attraverso dei riti, costituiti da preghiere, letture e gesti. Il tempo della preparazione imminente coincideva con la Quaresima, che conduceva alla notte Pasquale, nella quale si ricevevano i sacramenti. Si intensificava la preparazione, attraverso i riti degli scrutini e delle consegne. Durante la 3°,4°,5° domenica venivano letti tre brani evangelici: l’incontro di Gesù con la samaritana (Gv.4); la guarigione del cieco nato (Gv.9); e la risurrezione di Lazzaro (Gv.11). Quindi seguiva un ulteriore approfondimento sul dono del Battesimo, e si concludeva con un esorcismo contro il diavolo. In questa o altre circostanze vicine avveniva la consegna del Credo e della Preghiera del Signore (il Padre nostro). Quindi il gesto dell’apertura delle orecchie e della bocca(Effetà), a ricordo delle azioni di Gesù sui sordomuti, e l’unzione con l’olio dei catecumeni, per simboleggiare la lotta vittoriosa contro satana. Finalmente, giunti alla notte del sabato santo, essi ricevevano il Battesimo, lo Spirito Santo (Cresima) attraverso l’imposizione delle mani e l’unzione con il crisma, e partecipavano alla Eucaristia. Il Battesimo veniva amministrato in un luogo specifico, nelle vicinanze della chiesa: il Battistero. Si tratta di una costruzione spesso a forma ottagonale. Il numero otto era il simbolo della Risurrezione e del mondo nuovo inaugurato da essa. Al centro vi era una piscina, costruita in modo che il battezzato dovesse attraversarla, scendendo da un lato (occidentale) per salire dall’altro (orientale), a ricordo del passaggio biblico del mar Rosso. Tali edifici venivano adornati con rappresentazioni iconografiche che mostravano le figure bibliche a cui si rifà il Battesimo. Diminuendo i battesimi degli adulti, anche tali costruzioni scomparvero, dando invece luogo alla costruzione di un “fonte” all’interno della chiesa per i bambini. A giudicare dalla profondità dei battisteri l’acqua della piscina doveva giungere circa ai fianchi del battezzato. Il celebrante gli faceva immergere tre volte la testa, oppure gli versava acqua sul capo tre volte. Il numero tre sembra, per alcuni, essere collegato alla Trinità, mentre per altri ai tre giorni di Gesù nel sepolcro. Riportiamo un testo di S.Ambrogio che ci illustra come si celebrava il Battesimo a Milano nel IV secolo: Ti è stato domandato: Credi in Dio Padre onnipotente. E tu hai risposto: Credo!, e sei stato immerso, cioè sepolto. Ti è stato domandato una seconda volta: Credi in Gesù Cristo nostro Signore e nella sua croce?. Tu hai risposto Credo! E sei stato immerso e con questo sei stato sepolto con Cristo. Ti hanno domandato una terza volta: Credi anche nello Spirito Santo? Tu hai risposto: Credo! E sei stato immerso per la terza volta, perché la tua triplice confessione distruggesse le ripetute cadute del passato. Dopo l’immersione, che comportava lo spogliamento delle vesti, il battezzato veniva rivestito di una veste bianca, segno della nuova condizione, che egli indossava per tutta la settimana di Pasqua. Durante quei giorni egli si recava alle catechesi “sui misteri” e la domenica successiva: Domenica chiamata “in albis deponendis” a ricordo di questo rito. Sebbene il Battesimo fosse in stretta relazione con il tema biblico della luce (i cristiani erano anche chiamati “illuminati”) non c’era come oggi il rito della consegna 4 del cero. La luce del Battesimo è il dono dello Spirito riflesso nello splendore delle vesti dei battezzati. Il rinnovamento, o illuminazione della persona, comincia a recare con sé un insieme ricco di doni, quali la remissione del peccato originale e di tutti i peccati personali (nel caso degli adulti), la nascita alla vita nuova per la quale si diventa figli di Dio, membra del corpo di Cristo, dimora dello Spirito Santo e partecipi del suo sacerdozio regale, sacerdotale profetico. Nell’anima del battezzato viene impresso un segno indelebile, chiamato “carattere”, il quale lo consacra al culto della religione cristiana.

Gli attori del Battesimo

Se è indiscutibile la necessità del Battesimo per la salvezza, qualche perplessità potrebbe sorgere sull’età in cui esso viene amministrato. La tradizione della Chiesa attesta la normalità del Battesimo degli adulti agli inizi del cristianesimo. Tuttavia è pure attestato fin dal secondo secolo il Battesimo dei bambini ed è probabile che la conversione di famiglie intere abbia comportato fin dall’età apostolica il Battesimo anche dei bambini. Resta comunque vero il fatto che nascendo con una natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale, anche i bambini hanno bisogno di essere battezzati. A sostegno di questa prassi sta l’idea della pura gratuità della salvezza e, in caso contrario, la privazione di un bene così grande come quello di potere diventare figlio di Dio. La vita non ha solo bisogno di venire alla luce, ma di crescere e di svilupparsi dentro un ambito oltre la famiglia naturale, cioè la comunità ecclesiale. In essa deve maturare la conoscenza della verità e l’esperienza di una vita secondo il modello evangelico. A questo scopo giocano un ruolo fondamentale nella celebrazione la comunità e i padrini e le madrine. Così viene descritta la loro responsabilità: Perché la grazia battesimale possa svilupparsi è importante l’aiuto dei genitori. Questo è pure il ruolo del padrino o della madrina, che devono essere dei credenti solidi, capaci e pronti a sostenere nel cammino della vita cristiana il neo-battezzato, bambino o adulto. Il loro compito è una vera funzione ecclesiale L’intera comunità ecclesiale ha una parte di responsabilità nello sviluppo e nella conservazione della grazia ricevuta nel Battesimo.(CCC 1255). Infine va ricordato il ministro del sacramento, che ordinariamente è il Vescovo o il prete e anche il diacono. In caso di necessità anche un laico o addirittura un non battezzato, purché abbia l’intenzione di volere fare ciò che fa la Chiesa. Essa trova la motivazione di questa possibilità nella volontà salvifica universale di Dio e nella necessità del Battesimo per la salvezza (CCC 1256). La Chiesa madre, che vede nascere i suoi figli e crescere il suo numero, chiede a Dio, pertanto, che essi possano esprimere nella vita quel sacramento che hanno ricevuto nella fede. Ed è quello che ci accingiamo a capire dal rito battesimale, per uniformare ad esso tutta la nostra esistenza.

 

BATTESIMO

Eucaristia(Prime Comunioni)

PRIMA COMUNIONE

1° INCONTRO Obiettivi • Il bambino si sente accolto ed amato in modo unico e particolare. • Intuisce che Dio racchiude in sè ogni gesto d’amore. • Familiarizza con l’ambiente della Cappella dove sente che c’è qualcosa di diverso dagli altri ambienti. Attuazione Ci ritroviamo, bambini, catechisti ed educatori, in una sala appositamente predisposta per creare un clima di festa dove il bambino può sentirsi accolto ed amato. Ci prendiamo per mano e dondolando cantiamo: “Sono felice di vivere”, canto che esprime la gioia di vivere e la gioia di essere amati. Battiamo le mani sempre più forte. La catechista dice ad alta voce: E’ bello stare con le persone che ci vogliono bene! Ci rechiamo in Cappella. Processionalmente, entriamo in cappella, con ordine. Ogni bambino è accompagnato da un catechista o da un educatore. Mentre in cappella ci accoglie un clima sereno e carico di pace, una musica dolce pervade l’ambiente. E’ una musica che mette tranquillità, pace, benessere. Ci mettiamo in semicerchio intorno all’altare. Ognuno si siede al posto che occuperà anche durante la Cerimonia della Prima Comunione e della Confermazione. Facciamo il segno della croce. L’educatore aiuterà chi non è in grado di farlo da solo. Ripetiamo più volte, con voce sommessa il nome di Gesù. Ad un certo punto, la catechista-guida, dirà il nome di Gesù seguito dal nome del bambino: Gesù e Erica; Gesù e Romina; Gesù e Vincenzo… Al suono del proprio nome, il bambino o l’educatore per lui dirà: Eccomi. Si ascoltano i canti che verranno cantati il giorno della Prima Comunione e della Confermazione intercalandoli con alcune semplici invocazioni e con la preghiera del Padre Nostro. Durante la preghiera del Padre Nostro alziamo le mani in segno di offerta. I bambini che non riescono saranno aiutati dai catechisti o dagli educatori. Creiamo un nuovo momento di silenzio e poi la catechista-guida propone la ripetizione di brevi preghiere: – Gesù grazie – Gesù sei nel mio cuore – Gesù ti voglio bene – Gesù aiuta la mia mamma – Gesù aiuta il mio papà – Gesù grazie per chi mi vuol bene – Gesù grazie perchè sono importante per te Concludiamo facendo il segno della croce e usciamo dalla Cappella. 2° INCONTRO Obiettivi • Il bambino intuisce che Dio è amore e si sente amato. • Scopre che Dio gli parla. • Ascolta la sua Parola e dialoga con Lui cuore a cuore. Attuazione Ci ritroviamo nella sala dell’incontro. La catechista-guida saluta uno ad uno i bambini: Ben arrivata Linda! Lorenzo è con noi! Il chiamare per nome significa essere accolti. Lo si vuole fare intuire a ciascun bambino. Per questo, quando viene pronunciato il nome di ciascuno, lo si accoglie con un applauso. Continuiamo in questo clima di festa cantando: “Sono felice di vivere”. Prima di recarci in cappella, viene dato a ciascun catechista e a ciascun educatore un fiore (che, il giorno della Prima Comunione e della Cresima, verrà dato ad ogni genitore) per introdurre i bambini al clima di festa che vivranno in quel giorno. Ci rechiamo in Cappella processionalmente. La musica, dolce e serena ci accoglie. Ci disponiamo intorno all’altare al posto che occuperemo il giorno della cerimonia. Facciamo il segno della croce. Il catechista o l’educatore aiuterà chi non è in grado di farlo da solo. La catechista-guida invita a ripetere il nome di Gesù e sottolinea: Gesù vuole bene a Giulia, Gesù vuole bene a Eloisa, Gesù vuole bene a Katia… Mettiamo in evidenza il grande Libro della Parola. Un catechista si accosta al leggio con il cero acceso. Ora, Bambini, Dio ci parla. Vuole dirci una cosa importante. Parla a Sandro, ad Annalisa, ad Erica, ad Andrea…Ascoltiamolo! “…Voi siete miei amici. Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi…Non abbiate paura. Io sono con voi per sempre”. Abbiamo ascoltato la Parola di Dio. Gesù ci ha parlato. Ascoltiamo ora i canti che durante la Cerimonia, il coro eseguirà. Recitiamo insieme il Padre Nostro tenendoci per mano. Alla fine della preghiera, ci stringiamo le mani l’un con l’altro mentre ciascun catechista dirà: Enrico ti voglio bene. Enrico, Gesù ti vuole bene… La catechista-guida propone alcune brevi preghiere che tutti ripetono: – Gesù grazie – Gesù sei nel mio cuore – Gesù aiuta la mamma e il papà – Gesù rimani con me Concludiamo ora con il segno della croce. Salutiamo Gesù con un inchino e un applauso.

Confermazione (Cresime)

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