Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. (Mc 16, 15)

il Popolo Sacerdotale

La dimensione sacerdotale del popolo di Dio non è ben compresa dai battezzati, al massimo si è compreso l’aspetto pratico di questa dimensione, ma non si è scesi nel profondo per coglierne l’aspetto dell’essere sacerdotale di ogni battezzato. Anche per questo motivo le espressione di culto – di quello liturgico o di quello privato – costituiscono ancora fatti episodici della vita delle comunità locali e non la manifestazione sensibile di quella “perenne liturgia” che il Popolo di Dio celebra con il suo stesso essere Chiesa, sacramento universale di salvezza.

Pastorale dei sacramenti.

Si occupa di tutti le questioni Pastorali generali, promuove e coordina l'iniziazione cristiana. Amministra Il sacramento della penitenza, l' unzione degli infermi. Cura la pastorale dei malati e degli anziani.

Eucaristia e giorno del Signore.

Cura la domenica cristiana. Il culto eucaristico (Adorazione). La liturgia delle ore. Preghiere personali e devozioni.

I Sacramenti

Il Battesimo è il sacramento su cui si fonda la nostra stessa fede e che ci innestacome membra vive in Cristo e nella sua Chiesa. Insieme all’Eucaristia e alla Confermazione forma la cosiddetta «Iniziazione cristiana», la quale costituisce come un unico, grande evento sacramentale che ci configura al Signore e fa di noi un segno vivo della sua presenza e del suo amore.

La Confermazione o Cresima, che va intesa in continuità con il Battesimo, al quale è legata in modo inseparabile. Questi due Sacramenti, insieme con l’Eucaristia, formano un unico evento salvifico, che si chiama — l’“iniziazione cristiana” —, nel quale veniamo inseriti in Gesù Cristo morto e risorto e diventiamo nuove creature e membra della Chiesa

L’Eucaristia si colloca nel cuore dell’«iniziazione cristiana», insieme al Battesimo e alla Confermazione, e costituisce la sorgente della vita stessa della Chiesa Quello che vediamo quando ci raduniamo per celebrare l’Eucaristia, la Messa, ci fa già intuire che cosa stiamo per vivere. Al centro dello spazio destinato alla celebrazione si trova l’altare, che è una mensa, ricoperta da una tovaglia, e questo ci fa pensare ad un banchetto. Sulla mensa c’è una croce, ad indicare che su quell’altare si offre il sacrificio di Cristo: è Lui il cibo spirituale che lì si riceve, sotto i segni del pane e del vino.

Attraverso i Sacramenti dell’iniziazione cristiana, il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia, l’uomo riceve la vita nuova in Cristo. Ora, tutti lo sappiamo, noi portiamo questa vita «in vasi di creta» (2 Cor 4,7), siamo ancora sottomessi alla tentazione, alla sofferenza, alla morte e, a causa del peccato, possiamo persino perdere la nuova vita.Il Signore Gesù ha voluto che la Chiesa continui la sua opera di salvezza anche verso le proprie membra, in particolare con il Sacramento della Riconciliazione.

Il Signore Gesù ha voluto che la Chiesa continui la sua opera di salvezza anche verso le proprie membra, in particolare con il Sacramento della Riconciliazione e quello dell’Unzione degli infermi, che possono essere uniti sotto il nome di «Sacramenti di guarigione» Ogni volta che celebriamo tale Sacramento, il Signore Gesù, nella persona del sacerdote, si fa vicino a chi soffre ed è gravemente malato, o anziano. Dice la parabola che il buon samaritano si prende cura dell’uomo sofferente versando sulle sue ferite olio e vino. L’olio ci fa pensare a quello che viene benedetto dal Vescovo ogni anno, nella Messa crismale del Giovedì Santo, proprio in vista dell’Unzione degli infermi.

L’iniziazione cristiana un unico grande evento di grazia che ci rigenera in Cristo è la vocazione fondamentale che accomuna tutti nella Chiesa, come discepoli del Signore Gesù. Ci sono poi due Sacramenti che corrispondono a due vocazioni specifiche: si tratta dell’Ordine e del Matrimonio. Essi costituiscono due grandi vie attraverso le quali il cristiano può fare della propria vita un dono d’amore, sull’esempio e nel nome di Cristo, e così cooperare all’edificazione della Chiesa. L’Ordine, scandito nei tre gradi di episcopato, presbiterato e diaconato, è il Sacramento che abilita all’esercizio del ministero, affidato dal Signore Gesù agli Apostoli, di pascere il suo gregge, nella potenza del suo Spirito e secondo il suo cuore.

Il Sacramento del Matrimonio ci conduce nel cuore del disegno di Dio, che è un disegno di alleanza col suo popolo, con tutti noi, un disegno di comunione. All’inizio del libro della Genesi, a coronamento del racconto della creazione si dice: «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò … Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne» (Gen 1,27; 2,24). L’immagine di Dio è la coppia matrimoniale: l’uomo e la donna; non soltanto l’uomo, non soltanto la donna, ma tutti e due.

La Santa Messa spiegata

Il canto d’entrata incomincia riunendo i fedeli in un cuor solo. Tutti gli uomini sono i beneficiari della grande opera di salvezza di Dio. è importante, all’inizio della Messa, manifestare questa dimensione comunitaria, orizzontale, di grande assemblea fraterna sotto lo sguardo d’amore del Padre. Introdurre la Messa con un canto è manifestare che essa rientra nell’ordine della preghiera, cioè dell’incontro misterioso con il Signore. Il canto d’ingresso rivela subito la natura spirituale della liturgia. Noi siamo lì per entrare in relazione viva con colui che è il nostro salvatore: Gesù Cristo.

Il bacio dell’altare è il primo dei gesti liturgici. L’altare rappresenta il luogo della comunicazione tra la terra e il cielo, e quindi, per estensione, il Cristo stesso. Infatti, per il mistero dell’Incarnazione e della Redenzione, la persona di Gesù è il vero altare, l’autentico punto di incontro dell’umanità e della divinità. La Messa, che è la celebrazione di questo incontro in Gesù, inizia dunque con quella che si chiama venerazione dell’altare. Questo atto liturgico iniziale ha un grandissimo significato simbolico. Il bacio del sacerdote esprime una tenerezza rispettosa, come un’immensa riconoscenza d’amore per Gesù, il Cristo salvatore, mediatore tra Dio e gli uomini. In occasione delle grandi celebrazioni, la venerazione dell’altare si esprime anche co.

Quindi, invitati dal sacerdote, tutti si fanno il segno della croce. Con questo gesto, fatto sul nostro corpo, ci avvolgiamo della Croce. Manifestiamo che siamo discepoli di Gesù crocifisso, che la Croce è la nostra strada, il nostro modello per vivere di vero amore. Il cristiano è qualcuno che vuole imitare l’amorePassione di Gesù, l’amore che non indietreggia davanti alla sofferenza, quando è necessario darsi totalmente a Dio e agli uomini.

La qualità di questo amore è propriamente divina, di natura trinitaria. Noi amiamo il Padre, alla maniera di Gesù, nello Spirito. Per questo, quando tracciamo sul nostro corpo il segno di Croce, lo facciamo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Dopo questi primi riti di entrata, ognuno si riconosce peccatore. Tutti chiedono perdono a Dio e agli uomini per il male che hanno fatto, per il rifiuto d’amare, sia nei pensieri che nelle azioni, che si tratti di peccati di cui ci si ricorda o che si sono dimenticati. Il sacerdote fa allora una preghiera: “Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna”. è una supplica nella quale il sacerdote domanda la misericordia di Dio con fiducia.

Kyrie in greco significa “Signore”. Eleison significa “Abbi pietà”.L’assemblea canta in tre tempi: “Signore pietà. Cristo pietà. Signore pietà”. La prima invocazione è indirizzata al Padre, la seconda a Cristo e la terza allo Spirito Santo. è al Dio tre volte santo, trinitario, che l’assemblea canta la sua speranza e la sua fiducia nella bontà misericordiosa di Dio.

è un canto di lode che segue immediatamente il Kyrie. Dopo aver domandato perdono, esultiamo di gioia nel Signore per la grande e infinita misericordia che ha per noi. Nel Gloria, il credente si unisce al canto di lode degli angeli nella notte di Natale: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”.

Per chiudere i riti di ingresso, il sacerdote pronuncia una preghiera che riunisce (colletta) tutte le domande dei fedeli presenti. Nella sua funzione il sacerdote non fa altro che rappresentare Cristo. E anche il portavoce dell’assemblea. Ha il ruolo di pontefice, cioè di ponte. Rappresenta un legame, un collegamento di Dio verso gli uomini e degli uomini verso Dio.